Certo signorina non potrà non stupirla, per non dir peggio, questa lettera di una persona che lei non conosce affatto.
Vorrei poter farmi perdonare scrivendole che se lei non conosce me io conosco lei, ma non sarebbe sfacciata la pretesa? Pure...
Io la conosco, signorina, la conosco, ripeto, ma così, di sfuggita, l’ho seguita, l’ho osservata a lungo, talvolta, ma senza mai osare avvicinarla. Conosco le sue linee esteriori, qualche istante della sua vita e soprattutto quel po’ di anima che da un viso si può rivelare a un osservatore attento.
Ma è poco, signorina, al confronto dell’immensità di ciò che vorrei conoscere in lei.
Io non sono che un comunissimo studente di 19 anni e lei è lontana, tanto lontana.
Cesare Pavese, Lettera a Milly – marzo 1927
Prima mi sono sentita scema, poi ho sorriso rassicurata; tutto perché questa lettera mi ha commossa.