venerdì, 28 marzo 2008

Writing

often it is the only/ thing/ between you and/ impossibility./ no drink,/ no woman's love,/ no wealth/ can/ match it./ nothing can save/ you/ except/ writing./ it keeps the walls/ from failing./ the hordes/ from closing in./ it blasts the darkness./ writing is the/ ultimate/ psychiatrist,/ the kindliest/ god of all the/ gods./ writing stalks/ death./it knows no/ quit./ and writing/ laughs/ at itself,/ at pain./ it is the last/ expectation/ the last/ explanation/ that's/ what it/ is.

(C. Bukowski)

postato da: Pannonica alle ore 16:34 | link | commenti (4)
categorie: poesie
mercoledì, 19 marzo 2008

Vezzo??

[…]  e poi, non è per vezzo che toglievo gli occhiali mentre parlavo con te; volevo solo essere sicura che tu me li leggessi, gli occhi, senza il riflesso della luce sulle lenti.

Volevo essere sicura che ti arrivasse ogni pensiero, ogni sensazione, con  tutto ciò che stava a monte delle parole e che non riuscivo a dirti.

E’ solo che quando parlo con te io perdo il filo, mi confondo, così come tu ti perdi nei miei occhi quando ti chiedo di guardarmi… ma riusciremo mai a comunicare, noi?

postato da: Pannonica alle ore 20:08 | link | commenti (10)
categorie: bigliettini
sabato, 15 marzo 2008

Ho pena delle stelle

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo...
Ho pena delle stelle.
 
Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio? 
Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l’essere triste lume o un sorriso...

Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un’altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?


(F. Pessoa)
postato da: Pannonica alle ore 13:35 | link | commenti (4)
categorie: poesie
sabato, 08 marzo 2008

I don't play

Cambio un po’ il template, sistemo i post, centro immagini, sposto virgole… e non scrivo nulla.
Se non suono almeno accordo lo strumento.
Pare che il silenzio sia la cosa migliore che riesco a esprimere, ultimamente, nella vita ordinaria come nel blog (ma poi, che differenza ci sarebbe?).
Ho dovuto ripassare in rassegna tutto il mio blog perché alcuni post erano scritti con caratteri neri (che, su un fondo nero, non sono un granché). Ho anche avuto la tentazione di fare l’opposto, cioè aggiornare tutti i miei post con caratteri neri: è un modo di cancellare il blog in maniera reversibile.
Invece no, è ancora tutto qui e tutto leggibile. E’ che l’irreversibilità mi terrorizza, sostanzialmente.
Però, se esistesse il modo di riscrivere la propria vita con caratteri dello stesso colore del fondo, giuro che lo farei, almeno per gli ultimi quattro mesi; un suicidio parziale, insomma.
Basta. Sono triste. Ci voleva tanto a dirlo?
Robben Ford è proprio bravo, però.

postato da: Pannonica alle ore 16:32 | link | commenti (5)
categorie: pause

Robben Ford - I don't play

postato da: Pannonica alle ore 15:22 | link | commenti (2)
categorie: pause, la musica ed io

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