Chiunque abbia dato il nome di “golfo mistico” alla buca dell’orchestra nei teatri, deve essere uno che si è sentito come mi sono sentita io durante la Tosca, al Bellini di Catania.
Lo so. Lo spettacolo era sul palcoscenico e non nella buca… ma io stavo in contemplazione mistica dell’orchestra… cioè… non riuscivo a distogliere lo sguardo dal golfo mistico, insomma… al punto che, quando Tosca è volata giù dai bastioni di Castel Sant’Angelo, anch’io avrei fatto un tuffo nel golfo, dritta dritta dal palco numero uno, per una nuotatina tra viole, clarinetti, corni, timpani, flauti, trombe, fagotti, tamburi e tutti gli altri strani pesci che lo popolavano.
E le luci basse, e gli sguardi, e i cenni del direttore e le espressioni dei musicisti… dico, come si fa a resistere a uno spettacolo così, perfetto nei colori e nei rumori?
E il naufragar (nel golfo) m'è ancora dolce. Giuro.