Tanto tempo fa, esisteva un piccolo villaggio sperduto. In questo villaggio, oltre alla bella Rosetta, c'era anche il violinista. Uca, perché così si chiamava, non si separava mai dal suo violino. A Uca piaceva mostrarlo, ma soprattutto suonarlo: il punto era che non lo sapeva suonare!! Così, tutte le volte che provava a suonare una di quelle che lui definiva "dolci e adorabili melodie", tutti scappavano nelle loro case a barricarsi con le orecchie tappate; talvolta riceveva una secchiata d'acqua, con tutto il secchio. Già da parecchio tempo Uca si era innamorato della bella, bellissima Rosetta. Amava corteggiarla suonandole "dolci e adorabili melodie", facendola scappare a destra e a manca. Un giorno, durante una delle fughe dalla musica di Uca, la disperatissima fanciulla chiese aiuto a Giove, che tentò di sbarrare la strada al violinista scagliandogli dei fulmini, ma inutilmente: la fuga continuò fino alla spiaggia, dove Giove stufo di tirare fulmini, scagliò su Uca una potente maledizione, anche perché la terribile musica arrivava fino all' Olimpo, facendo diventare isterica Giunone, che tirava di tutto sulla testa di Giove. Improvvisamente, mentre correva, il corpo di Uca si indurì, il violino ancora stretto in mano. Le gambe diventarono zampe, e dal corpo, ormai duro, piccolo e tondo, ne spuntarono altre otto, filiformi. Uca correva, sempre più impacciato. Il violino era fuso con le mani, ormai divenute chele e il granchio continuava a correre dietro a Rosetta. Fu così che nacquero i granchi violinisti: la loro chela sinistra è più grande e ha la forma di un violino. Strusciando la chela destra contro la sinistra, il granchio Violinista produce una specie di gracidio, detto Uca, sgradevole, proprio come il violino di Uca.
Racconto di Livia P., classe I H
Il Granchio violinista esiste davvero. E’ un romantico, si accoppia solo nelle notti di luna piena.