lunedì, 18 maggio 2009

Aspetta e ti troverà

Una giornata alle corse,
seguita da un tuffo
in piscina,
seguito da cinque minuti
nella sauna,
seguita da una doccia,
seguita dalla lettura della posta
(non molto interessante)
poi la mogliettina
racconta qualcosa della sua
giornata,
i miei sette gatti mi accolgono
uno alla volta
e la serata
comincia.
Dal puro inferno a questo.
Riuscirò a sopportarlo?
Ci riuscireste voi?
Ma non preoccupatevi,
l'inferno tornerà,
rinvigorito,
mi troverà
di nuovo
più vecchio, più grasso
e io ti farò rapporto,
caro lettore,
nello stile a cui
ti sei
abituato.

(C. Bukowski)
postato da: Pannonica alle ore 11:43 | link | commenti (1)
categorie: poesie, pause
domenica, 19 aprile 2009

Per paura che troppo facilmente
ti conosca, tu giochi con me.
Per nascondere le tue lacrime,
mi acciechi con scoppi di riso.
Conosco, conosco la tua arte.
Non dici mai le parole che vorresti.
Per paura che io non ti apprezzi
mi eludi in mille modi.
Per paura che ti confonda
con la folla, ti metti in disparte.
Conosco, conosco la tua arte.
Non cammini mai per la strada che vorresti.

Tu chiedi più di tutti gli altri,
per questo sei silenziosa.
Poi con scherzosa indifferenza
rifiuti tutti i miei doni.
Conosco, conosco la tua arte.
Tu non accetti mai ciò che vorresti.

Tagore
postato da: Pannonica alle ore 15:49 | link | commenti (4)
categorie: poesie
domenica, 08 giugno 2008

Quando si risvegliano

Cerca di fermarle, poeta, anche se poche
di cose come queste si possono fermare.
Le tue visioni erotiche.
Disponile, seminascoste, nel fraseggio.
Vedi di trattenerle, tu, poeta
quando nella mente si risvegliano
la notte, o nel fulgore del meriggio.

(C. Kavafis)


on air: Bill Evans, Interplay (1962, Riverside)

postato da: Pannonica alle ore 10:59 | link | commenti (6)
categorie: poesie
venerdì, 28 marzo 2008

Writing

often it is the only/ thing/ between you and/ impossibility./ no drink,/ no woman's love,/ no wealth/ can/ match it./ nothing can save/ you/ except/ writing./ it keeps the walls/ from failing./ the hordes/ from closing in./ it blasts the darkness./ writing is the/ ultimate/ psychiatrist,/ the kindliest/ god of all the/ gods./ writing stalks/ death./it knows no/ quit./ and writing/ laughs/ at itself,/ at pain./ it is the last/ expectation/ the last/ explanation/ that's/ what it/ is.

(C. Bukowski)

postato da: Pannonica alle ore 16:34 | link | commenti (4)
categorie: poesie
sabato, 15 marzo 2008

Ho pena delle stelle

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo...
Ho pena delle stelle.
 
Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio? 
Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l’essere triste lume o un sorriso...

Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un’altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?


(F. Pessoa)
postato da: Pannonica alle ore 13:35 | link | commenti (4)
categorie: poesie
domenica, 06 gennaio 2008

Amore dopo Amore

E.J. Martin

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,
e dirà: Siedi qui. Mangia.

Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.

Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.


(Derek Walcott)
postato da: Pannonica alle ore 12:01 | link | commenti
categorie: poesie, occhi di altri
sabato, 27 ottobre 2007

Io e il jazz (alt. take)

Non è indispensabile conoscere la sua storia per innamorarsi di qualcuno. La voglia di sapere tutto di lui (o di lei) nasce solo dopo che ne sei stato folgorato. Non è neanche detto che nasca, questa sete di passato; a volte, non te ne importa nulla di sapere da dove venga. Vuoi solo che, una volta dentro, non esca più dalla tua vita.

Più o meno andò così, a casa di Z. Rimasi folgorata da quel ‘Round Midnight e mi innamorai del jazz. Sono passati anni ma è tuttora la colonna sonora della mia vita.
Come un’amante che si rispetti, lo volevo possedere in tutti i modi e lo cercai on line.
Digitare ‘round midnight su un motore di ricerca equivale a entrare in libreria e dire al commesso: <<Buongiorno. Vorrei un libro>>. Punto. E attendere silenziosi.
<< Signora, siamo circondati dai libri, qui dentro>> direbbe il commesso dopo qualche secondo di imbarazzante silenzio << dovrebbe essere un po’ più precisa>>. Naturalmente, sto ipotizzando di essere di fronte ad un commesso gentile, che sappia dissimulare il contenuto profondo del suo pensiero: <<questa è scema>>.

Scema. Già, perché solo una scema può pensare che digitando ‘round midnight su un motore di ricerca ci si trovi immediatamente di fronte al pezzo sentito a casa di Z.
Disorientata più che mai dalla valanga di risultati, comprai un cd a caso; la colonna sonora del film di Bertrand Tavernier, ‘Round Midnight, per l’appunto. Quello fu il mio primo acquisto jazz , e sbagliato, per giunta, perché il pezzo che avevo sentito a casa di Z non c’era, lì dentro.
C’era la versione di Bobby McFerrin ma non l’avevo nemmeno riconosciuta.

Allora scoprii che nel jazz c’era quella storia delle versioni, cioè che c’erano gli standard e che un sacco di gente suonava lo stesso pezzo in maniera diversa. La cosa più fantastica era che il suonarla diversamente non era un errore e che la bellezza era anche lì, fuori dallo standard; come dire: la verità non è mai una sola.

Dire la stessa cosa con altre parole,
ma sempre la stessa.
Con sempre le stesse parole
dire una cosa tutta diversa
o in modo diverso la stessa.
Molte cose non dirle,
o dire molto con parole
che non dicono nulla.
Oppure tacere in modo eloquente.

(Hans Magnus Enzensberger, Opzioni per un poeta)

Anche un jazzista è un poeta.

Dicevo… non è necessario conoscere la storia del jazz per amarlo; la si può conoscere anche dopo, oppure mai. Nell’immaginario collettivo è vista come una musica “colta”, quindi sa di accademie polverose, di salotti intellettuali o pseudo tali. C’è da aggiungere che adesso va molto di moda dire che si ascolta il jazz, con tutto quello che ne consegue.
Vorrei suggerire a chi ha voglia di avvicinarsi a questo universo nuovo di farlo senza preconcetti o, peggio, pregiudizi.
Kandinskij diceva che, di fronte a un quadro, bisogna stare con l’anima aperta perché è il solo modo per poterlo “sentire”; qui si potrebbe aprire un’altra parentesi sul rapporto tra Kandinskij e la musica, ma rischia di diventare un post jam. Quindi non aggiungo altre improvvisazioni e riprendo il tema.
Stare con l’anima aperta mentre si ascolta il jazz è il solo modo per poterlo “sentire” oltre le orecchie. E’ quel sentire che è un atto del sentimento e non dell’intelletto. Poi, se c’è affinità, scatta l’amore. E da lì tutto il resto. Persino la cultura.
Non era l’amore che muoveva il mondo?



p.s. 1: l’idea di questa take 2 di un mio vecchio post mi è venuta dopo aver letto Jazz e nuove generazioni  di Pierrde.
E poi perché mi andava.

p.s. 2: sono sempre alla ricerca della versione di ‘Round Midnight che sentii a casa di Z. Non ho mai saputo quale fosse e Z non si ricorda nemmeno di quel giorno a casa sua.
postato da: Pannonica alle ore 10:20 | link | commenti (43)
categorie: poesie, la musica ed io
domenica, 07 ottobre 2007

La musica è insegnata dal silenzio



L'acqua è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.

La pace, dai racconti di battaglia.
L'amore da un'impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.

(Emily Dickinson)
postato da: Pannonica alle ore 12:31 | link | commenti (15)
categorie: poesie, portfolio, pause, la musica ed io
giovedì, 07 giugno 2007

Uber den Sternen

Lontano



Cercherò il mio Dio
al di là delle stelle.
Quando volevo l'amore terreno,
non cercavo Dio. Adesso
che ce l'ho devo trovare lui,
che mi ha fatto il bene
quand'ero lontano. Ma come
lo posso riconoscere? Sorride
sicuramente della mia follia,
e dal suo riso nasce
il fresco dei venti
lievi nella notte estiva.
Uno sguardo alle vette dei monti,
grato per questa muta felicità.

(Paul Klee, 1901)
postato da: Pannonica alle ore 21:21 | link | commenti (11)
categorie: poesie, portfolio
mercoledì, 09 maggio 2007

Silenzio

Musica dell'indifferenza
cuore tempo aria fuoco sabbia
del silenzio frana d'errori
copri le loro voci ch'io
non mi senta più
tacere.

(Samuel Beckett)

on air: nothing
postato da: Pannonica alle ore 21:24 | link | commenti (6)
categorie: poesie

Chi sono

Chi sono

Commenti recenti

Pannonica in Cambiamenti
Decano in Cambiamenti
Pannonica in Cambiamenti
nientepercaso in Cambiamenti
Pannonica in Cambiamenti
cecilia2day in Come il jazz può ca...
contrabbubis in Cambiamenti
supertelegatton in Cambiamenti
Pannonica in Come il jazz può ca...
portojazz in Come il jazz può ca...

Archivio

oggi
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---

Categorie

bigliettini
ho solo voglia di stare zitta
la musica ed io
occhi di altri
parole di altri
pause
poesie
portfolio
quisquilie
sui generis

Links

Aitan
Barbara
CalMa
Chinaski
Contrabbubis
Decano
Figlio di Nessuno
Il Signore delle Stelle
IlTuoSwing
Impressions - modale e oltre..
Innismor
Melpunk
Mi ricordo
Mondo Jazz
Musicoterapia
Nadezhda
Nientepercaso
Night Passage
Porto del Jazz
Rififi
Ruckert
Salvate il Soldato Švejk
Teatri Offesi
Terra Rossa
Una Persona Intorno
Zaccaria

Moods

Dear Nica,

e-mail

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte

Cose serie